Oltre la tela: quando gli oggetti antichi trovano la loro casa

Elena Giaconelli

Esistono opere che non nascono nel momento in cui il pennello tocca il supporto, ma anni prima, quasi per destino. Questo dipinto dedicato alla Sirenetta ne è la prova. Ariel è sempre stata la mia figura di riferimento: nel suo amore per il canto e nella sua attrazione per le storie custodite dagli oggetti del passato, ho sempre visto un riflesso di me stessa.

Il cuore di questo lavoro è un ritrovamento avvenuto molto tempo fa. Durante una passeggiata tra i boschi, scorsi tra le foglie una piccola forchetta antica. In quel momento, il mio pensiero volò subito all' "arriccia spiccia" del celebre cartone animato. Decidere di conservarla, mossa dalla sensazione che quel pezzetto di metallo ossidato avesse una missione precisa. Oggi posso dire che la creazione di questo quadro è iniziata proprio in quel bosco, molto prima che io ne immaginassi la composizione.

Insieme alla forchetta, ho scelto di incastonare nella materia del dipinto altri piccoli tesori: un vecchio ditale, come quello in cui inciampa Sebastian, e un ciondolo a conchiglia che richiama il luogo dove viene intrappolata la voce di Ariel. Sono frammenti reali — alcuni ereditati, altri ricevuti in dono — carichi di un'energia autentica e simbolica.

Integrare questi oggetti nella tela è stato come dare loro una dimora definitiva. Non sono semplici decorazioni, ma l'anima stessa dell'opera. Osservando il lavoro finito, percepisco una profonda armonia: ogni elemento ha trovato il suo spazio e il suo senso ultimo. Sento che, finalmente, tutto è al suo posto.

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